Negli ultimi anni, in Italia s'incontra spesso la sigla inglese AI, da artificial intelligence 'intelligenza artificiale'. Pronunciando all'inglese, AI si legge pressappoco eiài.
La sigla corrispondente in italiano è IA, dalle stesse iniziali dell'espressione nella nostra lingua. La sigla italiana è stata ampiamente usata nel campo per più di mezzo secolo, è attestata già dagli anni '60; ma, secondo una dinamica ben nota, quando il concetto è diventato popolare i mezzi di comunicazione di massa, le aziende e altri hanno iniziato a usare sempre di più la sigla inglese, fino a renderla, in pochi anni, forse addirittura maggioritaria nell'uso rispetto all'espressione italiana.
Essendoci un equivalente preciso e semplice per esprimere il concetto in italiano, parlando e scrivendo in italiano questo è preferibile all'anglicismo, che appare gratuito.
Come in altri casi, peraltro, l'uso normale della sigla italiana sarebbe una scelta «internazionale» che ci avvicinerebbe alle altre lingue romanze; le quali, oggi meno anglomani dell'italiano, usano più spesso la sigla fatta secondo la propria lingua: parimenti IA in spagnolo (inteligencia artificial), francese (intelligence artificielle), portoghese (inteligência artificial).
Se per qualche motivo si decide d’usare comunque il termine inglese, per la scrittura può essere una buona idea usare il corsivo, anche per suggerirne la pronuncia non conforme alla nostra ortografia. Per esempio:
La diffusione capillare dell'IA sta cambiando il nostro modo di comunicare?
La diffusione capillare dell'AI sta cambiando il nostro modo di comunicare?