Il nome Ceuta, per la città spagnola sulla costa africana, è usato in italiano almeno dai primi decenni del '500, cioè da quando la città era ancora in mano portoghese. Il nome (scritto Ceuta sia in spagnolo sia in portoghese) può considerarsi ormai parte della nostra lingua; in questo caso pronunciato —come indica il DOP— com'è scritto secondo le regole dell'ortografia italiana, quindi con c- come in cesto, non s- alla spagnola. L'accento cade sull'e, in italiano aperta: Cèuta.
L'altro nome principale con cui la città è stata nota in italiano è Setta (con e aperta: Sètta), più antico, usato anche da Dante, parlando dello stretto di Gibilterra nel famoso episodio d'Ulisse:
Io e’ compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov’Ercule segnò li suoi riguardi
acciò che l’uom più oltre non si metta;
da la man destra mi lasciai Sibilia [Siviglia],
da l’altra già m’avea lasciata Setta.
Il nome arabo della città è سَبْتَة Sabta; tutti i nomi discendono in ultima analisi dall'etimo latino Septem [Fratres] 'Sette [Fratelli]'.