La parola azteco, usata in italiano, è un semiadattamento d'un europeismo comune (francese aztèque, inglese Aztec), diffusosi a partire dallo spagnolo azteca, che a sua volta adatta un termine nativo americano (il cui significato originario era un po' diverso da quello dei suoi derivati nelle lingue occidentali).
Arrivando in italiano, questo termine ha preso forma italiana nella terminazione, con -eco regolarmente flessibile secondo il genere e il numero, mentre nell'uso prevalente ha mantenuto una forma straniera nella prima parte, con una sequenza -zt- a noi estranea. Ciò causa delle difficoltà. Troviamo due trattamenti principali:
il termine è pronunciato con /ast-/ (come le prime tre lettere di asta, astenersi), adattato alla fonotassi italiana, ma scritto con -z-, quindi con un'incoerenza fra pronuncia e grafia, per le regole dell'italiano; oppure
la pronuncia segue la grafia, con z come in marzo, forza (AFI: /ʦ/), quindi dando origine a una sequenza /aʦt-/ estranea alla fonotassi italiana.
Il primo trattamento è quello dato dal Vocabolario Treccani, mentre tutti e due sono contemplati nel DOP, con /ast-/ al primo posto. Indicazioni simili si trovano in altri dizionari.
In quanto anomala, la sequenza grafico-fonica è causa d'incertezze, con altri esiti ancora, rilevati e più o meno deprecati dai dizionari: -tz- nella scrittura, e nella pronuncia /-ʦʦ-/, o anche /-ʣʣ-/ (rilevato e deprecato dal DiPI).
Il problema è facilmente risolvibile, usando banalmente sia (1) la pronuncia adattata all'italiano, sia (2) l'ortografia italiana, secondo la sua natura, per rappresentare i suoni: quindi dicendo /ast-/ e scrivendo asteco.
Quest'adattamento, minimale e molto naturale, è registrato nel GDLI, che ne riporta un esempio d'uso in Imbriani.
Per coincidenza, l'adattamento /aʦt-/ > /ast-/ porta l'italiano a essere anche molto più vicino alla pronuncia originaria di questo gruppo nel termine amerindio; nel quale il suono reso con z, nell'ortografia discendente dallo spagnolo del '500, era probabilmente molto simile se non identico alla nostra s di seta.
Troviamo un adattamento simile in portoghese e catalano, lingue in cui il termine è normalmente asteca, con s.