La città di Gaza è spesso nelle cronache, ma c'è incertezza sul nome dei suoi abitanti.
Gaza è una città famosa e plurimillenaria, che esisteva già nell'antichità greco-romana. In italiano ci sono parecchi termini —sostantivi e aggettivi— che indicano un'appartenenza al luogo, discendenti o modellati su termini greco-latini.
Il principale è gazeo, corrispondente al greco Γαζαῖος Gazaîos, latino Gazaeus. L'accento cade sulla e, aperta, gazèo; la z si pronuncia doppia (anche se scritta singola) e dolce, come zz in mezzo; col simbolismo dell'AFI, /ɡaʣʣɛ̍o/. Si confronti la pronuncia del nome della città.
Altri termini si trovano usati, anche registrati in vari lessici: gazese, gazetico, gazateo, gazense, gazano...
Su alcuni di questi sono stati espressi dubbi: potrebbero esserci state confusioni nell'identificazione, a causa della somiglianza con altri etnici di aree vicine. Per l'uso generale sembra meglio quindi attenersi al termine principale, gazeo.
Gazano ha una qualche diffusione recente per influenza dell'inglese, che usa Gazan, ma è molto minoritario nel complesso della storia linguistica italiana.
Oggi si trova usato inoltre il forestierismo gazawi. Si tratta d'un semiadattamento d'un termine locale arabo, traslitterato in vari modi, con più o meno precisione secondo le convenzioni (ḡazzāwiyy, ghazzāwī, ɣazzāwī, ecc.), ma appare superfluo: parlando e scrivendo in italiano, è preferibile usare i termini italiani (lo stesso, e ancora di più, nel caso dell'espressione Gaza City, doppiamente illogica).
Se per qualche motivo si vuole usare comunque il forestierismo, ricordiamo che è buona prassi scriverlo in corsivo (in quanto forestierismo) o, se non si dispone di questa possibilità tipografica, tra virgolette. Per esempio:
La difficile situazione dei gazei è da decenni sotto l'occhio dell'opinione pubblica.
La difficile situazione dei gazawi è da decenni sotto l'occhio dell'opinione pubblica.