Il termine inglese gap indica una 'interruzione o apertura in un oggetto o fra due oggetti'. In italiano oggi è usato con significato figurato (esistente anche in inglese), per indicare un 'divario, dislivello' fra due cose, in particolare quando è ritenuto negativo. Si parla per esempio di «gap tecnologico» fra paesi o aziende, «gap economico», «gap culturale» o anche «gap generazionale».
Si tratta d'un concetto piuttosto semplice, che l'italiano può esprimere in molti modi diversi, a seconda delle necessità.
Il termine più generale e neutro è divario, che nella pratica può sostituire direttamente gap in molte occorrenze. Con varie sfumature, abbiamo poi il già citato dislivello, e scarto, distacco, distanza, differenza, lontananza, forbice.
Quando questa differenza è osservata in un processo di crescita o sviluppo che si svolge nel tempo, si può parlare di ritardo.
In qualche caso la differenza, fra opinioni o gruppi demografici, può significare una divergenza, discordanza, disaccordo, dissenso, anche acuendosi in un contrasto, conflitto.
Per indicare una differenza grande o grave si può parlare di frattura, o addirittura di abisso.
Ancora, altre possibilità, secondo i casi, sono stacco, scostamento, squilibrio, discrepanza, disparità, diseguaglianza o disugaglianza, soluzione di continuità, intervallo, apertura, interruzione, salto, spareggio, iato, scatto...
In varie sfumature il concetto è espresso da altri termini (o forme varianti dei precedenti) oggi rari, antichi, letterari: imparità, disvario, disguaglio, disuguaglio, disagguaglio, sguaglio, dispareggio, spaiamento, e altri ancora.
A parte l'uso metaforico comune, ci sono poi gli àmbiti settoriali, nei quali gap può avere varie traduzioni, e a volte è usato con significato più prossimo a quello materiale primario in inglese; per esempio, in geologia può avere i significati di sella (col valore di 'depressione') o lacuna.
L'italiano dispone insomma d'un ampio ventaglio di possibilità, da quelle più neutre e generali a quelle più connotate o specifiche. Essendoci termini italiani adatti, parlando e scrivendo in italiano questi risultano preferibili all’anglicismo, che appare superfluo.
Se per qualche motivo si decide d’usare comunque il termine inglese, ricordiamo che è consigliabile scriverlo in corsivo (in quanto forestierismo) o, se non si dispone di questa possibilità tipografica, tra virgolette. Per esempio:
La Commissione europea ha delineato una strategia per colmare il divario tecnologico con gli Stati Uniti.
La Commissione europea ha delineato una strategia per colmare il gap tecnologico con gli Stati Uniti.