Per l'etnico d'un noto popolo turco dell'Asia centrale, in italiano si trovano varie grafie; le principali oggi sono kirghiso, kirghizo e chirghiso.
Con qualsiasi grafia o pronuncia, il termine è pienamente integrato nelle strutture fonotattiche e anche morfologiche dell'italiano, flettendosi normalmente; nella prima grafia, un kirghiso, una kirghisa, due kirghisi, due kirghise; e lo stesso con le altre.
Funzionando già dunque come una parola italiana a tutti gli effetti, è preferibile integrarla pienamente anche nella forma e usare la normale ortografia italiana, scegliendo e scrivendo, fra le tre forme, chirghiso. La pronuncia è chirghìṣo (ascolta).
La grafia kirghizo, con -z-, può essere doppiamente sconsigliabile, se, come spesso accade, la z è pronunciata come un's dolce (come l's di smacco), secondo un uso ortografico d'altre lingue, ma non dell'italiano, e anzi apertamente in contraddizione con la sua corrispondenza grafia-pronuncia.
Per il paese dei chirghisi, il DOP registra coerentemente Chirghisia (pron. chirghìṣia; ascolta).