La locuzione «sindrome da burn-out», sovente abbreviata in «burn-out» e basta (termine anche univerbato in burnout), indica uno «stato patologico [...] che si verifica in individui che svolgono professioni d’aiuto», come «medici, poliziotti, infermieri, psicologi, ecc[etera]», e deriva «dall’ingl[ese] 'bruciare completamente'» (Treccani, Dizionario di medicina, 2010).
Un’ottima alternativa, già circolante in italiano ma tuttora non registrata nei dizionari, è individuabile nell’espressione sindrome da esaurimento professionale (o lavorativo), a sua volta abbreviabile in esaurimento professionale (o lavorativo) o —dove sia chiaro il contesto— ulteriormente in esaurimento e basta. Altri traducenti adeguati possono essere (sindrome da) stresse da superlavoro, il neologico ma pienamente comprensibile (sindrome da) sovraffaticamento lavorativo (o professionale); ancora, calcando direttamente lo spagnolo (síndrome del trabajador quemado), si potrebbe usare un più colloquiale e metaforico sindrome del lavoratore bruciato (o esaurito, distrutto).
Essendoci termini italiani adatti, parlando e scrivendo in italiano questi risultano preferibili all’anglicismo.
Se per qualche motivo si decide d’usare comunque il termine inglese, ricordiamo che bisogna scriverlo in corsivo (in quanto forestierismo) o, se non si dispone di questa possibilità tipografica, tra virgolette. Per esempio:
Per prevenire l'esaurimento professionale, tra le altre cose, è importante riposare a sufficienza.
Per prevenire il burn-out, tra le altre cose, è importante riposare a sufficienza.