Nell'uso italiano odierno, l'anglicismo animatronic indica un pupazzo, a volte di grandi dimensioni, «che può rappresentare un essere umano, un animale o anche un oggetto, in grado di muoversi completamente o anche solo in qualche sua parte, usato spec[ialmente] in ambito cinematografico o come attrazione nei parchi divertimenti» (GRADIT). Il termine è una fusione fra animal 'animale' e electronic 'elettronico'.
Nell'uso si osserva la diffusione dell'italianizzazione animatrone, che, già attestata in varie pubblicazioni, inizia a essere registrata anche dai vocabolari: costituisce un'ottima alternativa all'anglicismo. La o è chiusa: animatróne.
Più consolidati sono il termine che indica la disciplina, animatronica (corrispondente all'inglese animatronics; come fisica ~ physics, politica ~ politics, eccetera), e l'aggettivo pertinente, animatronico.
Se per qualche motivo si decide d’usare comunque il termine inglese, ricordiamo che è consigliabile scriverlo in corsivo (in quanto forestierismo) o, se non si dispone di questa possibilità tipografica, tra virgolette. Per esempio:
Il realismo degli animatroni dà alla pellicola un tocco di magia che merita una visione.
Il realismo degli animatronic dà alla pellicola un tocco di magia che merita una visione.