Un tornado è una «[p]erturbazione locale, di breve durata, ma di elevatissima potenza distruttiva, frequente negli Stati Uniti orientali; assume forma di tromba d’aria, del diametro di qualche centinaio di metri, che avanza su un percorso talora lungo anche diversi chilometri» (Treccani).
Il termine è un adattamento dell'inglese tornado, a sua volta dallo spagnolo tronada, da tronar 'tuonare', con metatesi (inversione) di r e o per influenza dello spagnolo tornar 'girare'.
In italiano il termine è attestato dal Settecento, ed è pienamente integrato all'ortografia e alla fonotassi italiane. Non è invece ben integrato dal punto di vista morfologico: nell'uso si alternano infatti il plurale regolare, i tornadi, e l'uso come invariabile, tipico dei forestierismi, i tornado. Addirittura, parecchi dizionari prevedono esclusivamente il plurale invariabile, benché quello adattato sia ampiamente attestato da secoli e continui a essere usato anche in scritti recenti.
Essendo il termine un acquisto di vecchia data, e per il resto del tutto conforme alle strutture italiane, parlando e scrivendo in italiano è preferibile pluralizzarlo regolarmente: un tornado, due tornadi.
Di passaggio, notiamo che in molti casi il termine ha una facile alternativa in tromba d'aria.
Se si preferisce comunque il plurale invariabile, è sensato scrivere il termine in corsivo, in quanto usato morfologicamente come forestierismo non adattato, o, se non si dispone di questa possibilità tipografica, tra virgolette. Per esempio:
Negli ultimi anni, in Nordamerica i tornadi hanno provocato danni ingenti.
Negli ultimi anni, in Nordamerica i tornado hanno provocato danni ingenti.