La riestensione semantica dei forestierismi
di Giulio Mainardi
di Giulio Mainardi
Un fatto ben noto nell'interlinguistica è che, quando una parola d'una lingua è usata come forestierismo in un'altra lingua, il suo significato nella lingua ricevente è spesso notevolmente diverso da quello nella lingua originaria. Il significato come forestierismo può essere più ampio, più ristretto, o anche «spostato» rispetto a quello originale.
Nell'itanglese odierno, un caso frequente è che l'anglicismo venga importato con un significato più ristretto, per esprimere solo una delle accezioni che appartengono al termine nella lingua d'origine. Lo vediamo per molti termini dell'informatica e altre tecnologie; per esempio:
mouse, che in italiano significa solo il 'topo' come periferica dell'elaboratore ma non un 'topo' come animale;
bug, che indica solo un 'baco' come errore di programmazione, non un 'insettino', 'microrganismo' o 'cimice (microspia)';
home, che significa solo 'pagina principale d'un sito', non 'casa, dimora'.
Un fenomeno che osservo ormai da vari anni, per diversi anglicismi, è una tendenza all'allargamento del significato, che si espande fino a tornare a coincidere, pressappoco, con quello del termine nel contesto originario. Vediamo alcuni casi.
Link è registrato dai vocabolari d'italiano con alcune accezioni specifiche d'àmbito tecnico-scientifico; la principale delle quali, e l'unica che sia ben diffusa nel linguaggio comune, è quella di 'collegamento ipertestuale'.
In inglese, invece, il termine significa genericamente 'collegamento'. Qua e là lo troviamo impiegato con questo valore generico anche in italiano. Qualche esempio:
Il rifugiato pachistano protagonista dell’assalto sul treno tedesco — un gesto del quale l’Isis si è assunto la responsabilità — ha provato a distruggere la sim card del telefonino per coprire i contatti con dei referenti. Non c’è riuscito, visto che hanno scoperto un link con qualcuno in Arabia Saudita. (Corriere della sera, 2016)
Spezzare il link tra droghe illecite e social media – I dati del rapporto sostenuto dalle Nazioni Unite INCB 2021 (ONU Italia)
Va eliminato il link tra lo sfruttamento dei dati e il vantaggio economico che i social ne hanno. (Wired, 2022)
“Infezioni in gravidanza e autismo: abbiamo scoperto un link, ecco le prospettive” (Quotidiano Nazionale, 2025)
👁️🗨️ vi raccontiamo il link tra industria della carne, lobby e potere politico. (Foodforprofit, 2025)
Bannare è definito, nel Lessico del XXI Secolo (2012) dell'Istituto Treccani,
Azione punitiva intrapresa nei confronti di utenti che contravvengono alle regole delle comunità virtuali e dei social network, venendone conseguentemente esclusi. L’utente viene bannato (dall'inglese to ban «bandire») perché i suoi comportamenti sono considerati lesivi, scorretti o molesti nei confronti di altri utenti, violando apertamente la netiquette (v.) della comunità [...]
Tuttavia to ban in inglese significa genericamente 'bandire' (e anche 'escludere', 'vietare'), senza riferimento a comunità virtuali. Qualche esempio di riestensione in italiano:
Paralimpiadi, bannati gli atleti russi e bielorussi [...] La Commissione delle Paralimpiadi Invernali ha deciso di bannare gli atleti russi e bielorussi dai Giochi di Pechino. (TechPrincess, 2022)
Perché gli Usa vogliono bannare TikTok e come sarà internet senza (AGI, 2024)
Richard Gere è stato davvero bannato dagli Oscar dopo il discusso appello fatto sul palco nel 1993? [...] "A quanto pare, sono stato riabilitato", disse all’Huffington Post confermando di fatto l'esilio forzato per 20 anni, "sembra che se resti in giro abbastanza a lungo, si dimenticano di averti bannato". (Elle, 2025)
Come link, anche target è passato con vari significati specifici in italiano; le accezioni usate nel linguaggio comune appartengono all'àmbito pubblicitario-commerciale e più ampiamente comunicativo:
obiettivo che un’azienda si propone di raggiungere (in partic[olare], aumento delle vendite, espansione sul mercato) espresso in termini quantitativi [...]; la fascia dei potenziali acquirenti di un prodotto, o della clientela a cui un messaggio pubblicitario può essere indirizzato, o più genericam[ente] dei particolari ascoltatori a cui un messaggio radiotelevisivo è diretto. (Treccani)
In inglese, invece, target significa genericamente 'obiettivo, bersaglio', anche in senso fisico. Alcuni esempi di riestensione:
Raab ha espresso solidarietà nei confronti dei militari turchi morti sotto il bombardamento siriano, ma ha forse dimenticato di tenere in considerazione che quei militari si trovavano assieme ai terroristi islamici, vero target del bombardamento delle truppe di Assad. (InsideOver, 2020)
La Russia minaccia la Francia: «I soldati francesi, target legittimo». (Corriere della sera, 2024)
Clima, l’Ue a un passo dal target 2030: emissioni ridotte del 37% dal 1990 (La Repubblica, 2025)
In diversi casi l'introduzione degli anglicismi in italiano è motivata —sia da chi cerca d'inquadrare il fenomeno da un punto di vista puramente descrittivo, sia da chi lo giustifica e promuove attivamente— con il fatto che il forestierismo permetterebbe di esprimere un significato specifico più agevolmente che con termini italiani. Così, per esempio, con «Ieri ho incontrato dei link interessanti» sapremmo che si parla specificamente di 'collegamenti ipertestuali': si evitano un'espressione un po' scomoda perché lunghetta —soprattutto se da usare frequentemente— e la maggiore ambiguità che potrebbe esserci dicendo solo «collegamenti».
Ci sarebbero da fare delle osservazioni sul fatto che questa precisione spesso non è così necessaria come si può pensare; ma adesso non divaghiamo, seguiamo l'argomentazione e ammettiamo che sia importante.
Ora, nel momento in cui il significato di link si riespande, e da 'collegamento ipertestuale' passa a significare genericamente 'collegamento, nesso, legame, relazione, connessione, rapporto' eccetera, la precisione data dal forestierismo si perde, e «Ieri ho visto dei link interessanti» ha la stessa polisemia di «Ieri ho visto dei collegamenti interessanti»: non ci precisa la natura esatta dei link o collegamenti, che va ricavata dal contesto, tanto per l'anglicismo quanto per il vocabolo italiano.
Il forestierismo, così, perde la sua giustificazione di praticità semantica: e avendo uno o anche molti equivalenti italiani, si avvicina al semplice «forestierismo di lusso».
Per chi ha un approccio critico all'anglicizzazione, quindi, paradossalmente la riestensione semantica, anche se comporta una maggior diffusione dell'anglicismo, può avere dei caratteri positivi: privando il forestierismo della monosemia ne riduce l'iperspecificità «intraducibile» e lo avvicina a un elemento anglocosmetico, che può essere riconosciuto più facilmente come gratuito, e quindi sostituito più spontaneamente con soluzioni espressive italiane.